Ed adesso #AbortoLegalYa in tutta l’America Latina

05.01.2021

Gli esperti delle Nazioni Unite si augurano che la legalizzazione dell'aborto, approvata il 30 dicembre 2020, in Argentina sarà un modello per l'America Latina. Questa approvazione è stata molto elogiata e definita un "passo storico"; si auspica che l'Argentina possa trasformarsi "in un modello" per tutta l'America Latina "e oltre". Tutto questo è stato possibile grazie ad anni di lotta a favore dei diritti delle donne, dall'Onu hanno dichiarato: "Plaudiamo alla straordinaria mobilitazione degli attivisti del Paese che hanno contribuito all'approvazione di questa legge". I relatori hanno celebrato tale legge come "rivoluzionaria" e "un passo cruciale per eliminare la discriminazione contro donne e ragazze"; affermando che: "La criminalizzazione dell'aborto non ha contribuito in modo significativo a ridurre le interruzioni della gravidanza, ma ha semplicemente portato le donne ad aborti clandestini e non sicuri, e molte donne sono morte come risultato". Gli esperti hanno citato le statistiche dell'Organizzazione mondiale della sanità che dimostrano che i paesi in cui le donne hanno ottenuto il diritto all'aborto negli anni '70 e '80, con relativo accesso all'informazione e a tutti i metodi contraccettivi, hanno i tassi più bassi di interruzioni di gravidanza.

Fino ad ora l'Argentina consentiva l'aborto solo in caso di stupro o quando la salute della donna era in pericolo, anche se in pratica non si effettuava. Quindi discriminava chi non aveva risorse risorse economiche per viaggiare all'estero per eseguire tale pratica legalmente; inoltre contribuiva a portare avanti gravidanze indesiderate. Invece la nuova legge prevede l'aborto sicuro e gratuito fino alla 14a settimana di gravidanza; mentre in caso di violenza o in caso di pericolo della gestante non pone alcun limite di tempo.

L'Ufficio per i diritti umani in Sud America, ha delineato la recente normativa come "un progresso significativo per i diritti umani delle donne e delle ragazze nella regione"; altresì l'Alto Commissario, Michelle Bachelet, ha twittato: "quasi tutti i decessi legati all'aborto avvengono in Paesi che lo criminalizzano o lo limitano severamente, costringendo le donne a ricorrere a procedure non sicure".

Questa nuova normativa dev'essere un punto di partenza non di arrivo, in quanto "resta ancora molto da fare per garantire i diritti di donne e ragazze all'uguaglianza e al più alto livello di salute sessuale e riproduttiva", riferisce l'Onu. Riguardo alla clausola dell'obiezione di coscienza, contemplata nella legge appena approvata, le Nazioni Unite dichiarano che: "Questa clausola non deve diventare una nuova barriera che impedisca alle donne e alle ragazze di accedere ai servizi di aborto in modo tempestivo", infatti "In questi casi, il tempo è essenziale"; per questo motivo "Ora è importante che la legge sia applicata in tutto il Paese e non sia usurpata da un'agenda politica o da un dogma religioso".

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Fonte:

https://news.un.org/es/story/2020/12/1486122