Polonia, arretra sul fronte dell’aborto

07.11.2020


La Repubblica Semipresidenziale polacca già aveva una legislazione delle più restrittive sul diritto all'aborto tra quelle europee. Durante questo funesto periodo di pandemia da SarsCov_2, il governo di ultra destra del Premier Mateusz Jakub Morawiecki (tramite Corte Costituzionale), ha indurito ancora di più le restrizioni di un diritto fondamentale per le donne. Questo fatto ha provocato l'insorgere dei collettivi femministi della Polonia. Le proteste hanno generato lanci di lacrimogeni e una quindicina di arresti.

I parlamentari del gruppo Legge e Giustizia (PiS), che è leader della maggioranza assoluta, hanno presentato richiesta alla Corte perché reputano l'aborto di feti con delle malformazioni una pratica che non rispetta la dignità umana e pertanto non rientra nella Costituzione. Ora il Tribunale Costituzionale è guidata dalla giudice Julia Przylebska, nominata dallo stesso partito politico che ha proposto l'emendamento della legge in vigore attualmente.

La precedente legge, vigente dal 1993, sulla pianificazione familiare, protezione del feto umano e condizioni per l'interruzione di gravidanza, inquadrava tre casi legali: quando c'era una minaccia per la vita o per la salute della gestante, quando esisteva un'alta possibilità di danno grave e irreversibile del feto, quando la gravidanza era conseguenza di violenza sessuale o incesto.

Mentre i simpatizzanti del suddetto partito festeggiarono la notizia, la deputata dell'opposizione di sinistra, diputada Razem Marcelina Zawiska, asseriva: "il tribunale del PiS ha proibito l'aborto in Polonia. Le donne in Polonia saranno torturate. Avranno figli con encefalia, con spina bifida, senza cuore (...) figli che moriranno in agonia ". Inoltre l'ex premier Donal Tusk ha dichiarato che: "Decidere sul divieto di aborto, nel pieno dell'epidemia che si sta diffondendo, non è solo cinismo, è di più: si tratta di malvagità politica" inoltre Tusk ha riferito: "la maggioranza della Corte è composta da giudici non autonomi perché indicati dal partito al governo Diritto e giustizia (Pis)".

In un mondo dove si stanno verificando motti per legalizzare l'aborto, in uno Stato dove c'era una buona legge è proprio impensabile che nel 2020 si arretri su questo fronte. L'aborto c'è sempre stato e ci sarà sempre anche con metodi casalinghi molto pericolosi per la gestante... e allora non è meglio farlo in totale sicurezza da specialisti in ospedale?