Giornata contro il cancro infantile: diritto alla cura

15.02.2026

Il 15 febbraio si celebra la Giornata internazionale contro il cancro infantile, una ricorrenza che impone una riflessione giuridica profonda sul diritto alla cura e sull'obbligo pubblico di sostenere la ricerca pediatrica come priorità costituzionale.

Nel nostro ordinamento, il fondamento normativo è nitido. L'articolo 32 della Costituzione tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività. Tale previsione assume un'intensità ancora maggiore quando si tratta di minori, poiché l'articolo 31 della Costituzione impone alla Repubblica di proteggere l'infanzia con misure necessarie e adeguate. La salute del bambino non è soltanto un bene individuale: è un presidio di civiltà giuridica.

Sul piano sovranazionale, la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, all'articolo 24, riconosce il diritto del minore al miglior stato di salute possibile e all'accesso ai servizi sanitari. L'obbligo degli Stati non si esaurisce nell'assistenza, ma comprende la prevenzione, l'innovazione terapeutica e la cooperazione scientifica. Anche la Organizzazione Mondiale della Sanità richiama costantemente l'urgenza di garantire diagnosi tempestive e trattamenti adeguati in ogni area del mondo, superando le disuguaglianze territoriali.

In Italia, il Servizio Sanitario Nazionale, ispirato ai principi di universalità ed equità, deve assicurare percorsi oncologici pediatrici altamente specializzati, cure palliative pediatriche, sostegno psicologico alle famiglie e continuità assistenziale. Tuttavia, la sfida non è solo clinica ma anche strutturale: investire stabilmente nella ricerca oncologica pediatrica significa dare concreta attuazione al principio di eguaglianza sostanziale di cui all'articolo 3, secondo comma, della Costituzione. Le patologie rare e pediatriche, spesso meno "remunerative" sul piano industriale, richiedono un impegno pubblico ancora più deciso.

Il diritto alla cura, inoltre, implica accessibilità. Ciò significa eliminare barriere economiche, geografiche e informative. Le famiglie non devono essere costrette a migrare per ottenere terapie innovative; la mobilità sanitaria non può diventare una discriminazione di fatto. In questo senso, la programmazione sanitaria regionale deve essere coordinata in modo da evitare divari che incidano sulla vita dei bambini.

Vi è poi un ulteriore profilo: la ricerca scientifica. L'articolo 9 della Costituzione, nella sua formulazione aggiornata, tutela la promozione della ricerca quale valore costituzionale. Applicato all'oncologia pediatrica, ciò si traduce in finanziamenti pubblici adeguati, collaborazione internazionale, sostegno agli studi clinici pediatrici e trasparenza nei processi autorizzativi. Non è un'opzione politica contingente: è un dovere costituzionale.

Lo Stato è chiamato a esercitare la sua funzione più nobile: garantire la tutela dell'infanzia mediante investimenti strutturali nella cura e nella ricerca scientifica. Ciò significa assumere la protezione della salute dei minori non come voce residuale di bilancio, ma come priorità costituzionale, coerente con gli articoli 2, 3, 31 e 32 della Costituzione. La tutela dell'infanzia, infatti, non si esaurisce nell'erogazione di prestazioni sanitarie, ma richiede una programmazione lungimirante, stabile e scientificamente fondata.

Investimenti strutturali implicano finanziamenti continuativi alla ricerca oncologica pediatrica, sostegno agli studi clinici dedicati ai minori, potenziamento delle reti ospedaliere specialistiche, formazione avanzata del personale sanitario e garanzia di accesso uniforme alle terapie innovative su tutto il territorio nazionale. Significa altresì sostenere le famiglie sotto il profilo economico, psicologico e sociale, affinché la malattia non si traduca in marginalizzazione o impoverimento.

In questa prospettiva, la promozione della ricerca scientifica – oggi espressamente valorizzata anche dall'articolo 9 della Costituzione – diviene strumento di giustizia sostanziale. L'eguaglianza non è proclamata, ma resa effettiva quando ogni bambino, indipendentemente dal luogo di nascita o dalla condizione socio-economica, può accedere al miglior trattamento disponibile.

Esercitare la funzione più nobile dello Stato significa dunque coniugare etica pubblica e responsabilità giuridica: trasformare il diritto alla salute dei minori in un impegno concreto, verificabile e misurabile nel tempo. In questo si misura la qualità democratica di una Repubblica.