#DigitalEquality: bisogna dare una formazione informatica agli anziani per non finire nelle grinfie dei criminali

08.10.2021

L'"uguaglianza digitale" deve includere tutti i segmenti della società, indipendentemente dall'età e della classe sociale.

Come evidenziato dalla pandemia SarsCov_2, gli anziani sono forse quelli che hanno più bisogno di sostegno per affrontare la sfida posta dall'uso quotidiano dell'informatica; infatti, le attuali tecnologie possono aiutare i cittadini più anziani a rimanere in contatto con i propri cari, partecipare a una funzione religiosa, contattare aiuto psicologico quando si è soli, sbrigare pratiche e pagare le bollette, perfezionare acquisti ed ordinare un pasto, fare la spesa, o semplicemente esprimere la propria posizione ed opinione sulle cose. Durante il periodo di restrizioni, per ragioni di salute pubblica, gli anziani hanno sofferto un maggiore isolamento proprio perché moltissimi non sapevano usare i device.

Le persone anziane sono maggiormente a rischio di crimini informatici; per questo devono avere una formazione adeguata in modo che non diventino vittime e trarre vantaggio dagli strumenti digitali per il proprio benessere, adottando tutte le misure possibili per arginare questo nuovo tipo di reati che ora stanno dilagando. Bisogna tutelare questo gruppo di persone vulnerabili, che sono fonte di conoscenza, esperienza e possono dare contributi profondi al progresso collettivo. Se potranno accedere e utilizzare le nuove tecnologie, saranno meglio attrezzate per contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che riguardano le persone di ogni età, non solo la generazione "green".

Oggi, nonostante tutto il progresso digitale la metà della popolazione mondiale non è ancora connessa a Internet; c'è un netto divario tra i Stati più sviluppati, con l'87% di connettività, e quelli meno sviluppati, con il 19%. Anche le donne presentano in misura maggiore la disuguaglianza digitale.

In Europa, solo un anziano su quattro possiede competenze digitali di base o superiori a quelle di base, rispetto a due su tre nella fascia di età 35-44; tre su quattro tra i giovani tra i 25 e i 34 anni e quattro su cinque tra quelli tra i 16 e 24 anni; secondo dati della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite.

Un sondaggio del 2019 ha mostrato che nell'Unione europea solo un intervistato su cinque di età pari o superiore a 75 anni partecipa almeno occasionalmente ad attività su Internet, rispetto al 98% di quelli di età compresa tra 16 e 29 anni.

Le barriere sono diverse, compreso l'accesso ai device o ad Internet, la mancanza di competenze, esperienza e fiducia in se stessi. Il design della tecnologia rende l'utilizzo, degli strumenti digitali, difficoltoso per chi è in tarda età, quando si verificano alcuni disturbi fisici o cognitivi.

Nel 2019 c'erano 703 milioni di persone di età superiore ai 65 anni; nei prossimi tre decenni, si prevede che tale numero raddoppierà per raggiungere più di 1,5 miliardi di anziani entro il 2050. A quel punto, gli LDC ospiteranno più di due terzi della popolazione anziana del mondo, circa 1,1 miliardi; l'aumento più rapido dovrebbe verificarsi nelle zone meno sviluppate del mondo, dove il numero di persone di età superiore ai 65 anni passerà da 37 milioni nel 2019 a 120 milioni nel 2050.