#Bielorussia: la nuova rotta migratoria verso l’UE

25.10.2021
Czarek Sokolowski / AP / TASS
Czarek Sokolowski / AP / TASS

Peggiorano le condizioni dei migranti, per lo più provenienti dal Medio Oriente, bloccati lungo il confine tra Bielorussia, Lettonia, Lituania e Polonia; che sognano di transitare verso altri Paesi dell'UE più occidentali.

L'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), con l'arrivo dell'inverno, ha esortato i Paesi confinanti con la Bielorussia a condurre azioni urgenti per salvare vite umane e prevenire ulteriori sofferenze a persone, anche in tenera età, che hanno sofferto già troppo; non si possono lasciare che persone ed intere famiglie stiano in mezzo alle foreste fino a che il "game" non andrà a buon fine; la Polonia ha interdetto il suo confine alle ONG e giornalisti, non possono più operare liberamente. Già parecchie persone sono morte di freddo nei boschi e molte vivacchiano in quei luoghi per non farsi deportare, è inaccettabile che siano "ostaggi" di uno stallo politico che dev'essere risolto quanto prima.

L'UNHCR ha fatto sapere che da metà agosto un gruppo formato da 32 persone afghane tra cui donne e bambini, sono bloccate tra Polonia e Bielorussia ed impossibilitati ad accedere all'asilo e a qualsiasi forma di assistenza. Non hanno un riparo adeguato e nessuna fonte sicura di cibo o acqua. Queste situazioni avvengono di continuo, i migranti vengono fermati dalla polizia polacca ed entro poche ore respinti verso la Bielorussia senza avere nessuna assistenza legale per richiedere asilo. I Paesi firmatari della Convenzione sui Rifugiati del 195 sono necessariamente tenuti a rispettare i loro obblighi legali internazionali ed a fornire l'accesso all'asilo a coloro che lo richiedono ai loro confini. I respingimenti, che negano l'accesso al territorio e all'asilo, violano il diritto internazionale. Le persone devono essere in grado di esercitare i propri diritti ovunque si trovino, che sia in Bielorussia, in Polonia o in altri Stati dell'UE; ciò deve includere la possibilità di chiedere asilo, l'accesso all'assistenza legale, all'informazione e ad un alloggio adeguato.

L'UE considera l'aumento dei richiedenti asilo alla frontiera, un risultato diretto dal Presidente Lukashenko della Bielorussia, che da un lato dice che questa situazione dei migranti alle porte dell'Europa è vergognosa; dall'altro strumentalizza la disperazione degli stessi, facendoli arrivare apposta con semplici visti turistici da: Afghanistan, Iraq, Siria e Turchia (che per arrivare fino a Minsk i profughi pagano anche 10.000 € ai trafficanti), come rappresaglia per le sanzioni imposte al governo per la repressione dei movimenti di protesta ed a seguito della sua elezione contestata lo scorso anno. L'Iraq su pressione dell'Europa ha sospeso i voli per Minsk.

Fonte:

https://news.un.org/en/story/2021/10/1103752

https://www.tg3.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-27533266-5576-4a86-8cc7-102884365b27-tg3.html#p=   

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